FINESTRA N° 4
La solita minestra
Ciao Bella
mia.
Ciao Amore.
Cosa fai
seduta per terra?
Non sono per
terra, ho tirato fuori il puff che Semola amava distruggere. Come sta tra l’altro
quella palla di pelo di gatto liquido?
Bene, siamo
tutti qui ed è ancora liquido.
Dorme ancora
nel lavandino?
Ovviamente.
Sei sicura
di stare bene seduta, proprio lì?
È un buon
posto… esploro “spazi nuovi” amore, anche se quelli vecchi mi andavano bene
uguale.
Ma proprio
qui?
Sì, proprio
qui. Sto imparando.
Cosa Ila?
A rendere
lieve lo sguardo, su questo posto.
Lieve un par
de cazzi! Tu sai che non sono lì, vero amore?
Lo so.
Ma qui, il
tuo ultimo battito… risuona un po’.
Bella Mia…
Lo so Amore,
sai che sono un po’ malinconica, ma lo guardo, resto immobile, lo benedico, lo
veglio e imparo, imparo a lasciarlo andare, un tanto ogni giorno.
Sei di una
forza Bella mia, ma già lo sapevo io, ne ho vista così tanta ultimamente...troppa forse.
Io la forza
tu la pazienza, ti ricordi le nostre promesse?
Certo!
Mi manchi
Anche tu,
tantissimo, vorrei stringerti, sapessi quanto vorrei farti sentire il mio
abbraccio. Vedi le mie briciole?
Le vedo
Cos’è questo
odore?
Palo santo…No,
beh dai! Smettila! Non dire quello che stai per dire!
Ah ah ah Mi
consci bene amore. Mi piace vederti ridere, el me dunin!
Tu mi fai
ridere, sei la mia bellezza all’improvviso.
Perché le
finestre amore?
Le
finestre sono una soglia, uno spazio dentro, ma anche fuori. Ti ricordi quanto
mi piace guardarle? Soprattutto di notte, viaggiando in macchina, illuminate. Ricordo
quando tu guidavi io che le osservavo, sempre, immaginando di cogliere un
attimo di quelle vite. Era bello farsi trasportare da te.
Un
attimo è un tempo lunghissimo.
Già,
ci passa una vita intera, in un attimo.
Nel
tempo di uno sguardo qualcosa finisce, qualcos’ altro comincia. Vorrei cogliere
nelle mie finestre il tempo, lo spazio, il luogo di un solo respiro, un
battito, una visione, senza futuro, senza passato, lasciando semplicemente che accada,
che mi attraversi così, come la vita.
Profumina,
sai sempre di buono. Li vedo tutti i tuoi attimi Bella mia, li ho visti sempre:
le tue increspature, il tuo essere fragile e potente e va bene tutto, va tutto
bene così, scrivi le tue finestre ma non devi togliere niente, tutto questo ti
rende unica e irripetibile, ti rende Bella, amore mio, te lo ricordi che te lo
dico sempre e tu non ci credi mai?
Vorrei
sapermi guardare più spesso con i tuoi occhi.
Guardare, guardarci non è facile, ma certe volte è necessario. Ma dimmi ancora delle tue finestre, quante ne scriverai?
Non
lo so, tutte quelle che servono.
Per cosa?
Per
me! Sono le mie finestre, vorrei imparare da queste finestre. Illuminare
coraggio, accogliere dolore e fragilità, dialogare con le tante me e con Te. Mi
manca tanto parlare con Te, quel tempo così intimo e unico.
Si
beh diciamo che io ascoltavo molto, ma conosco bene il tuo bisogno di esprimere
l’universo che hai dentro. Sei la mia rogna chiacchierina. Ma non scordarti di
guardarti con tenerezza amore mio, tu meriti tutta la tua tenerezza “lascia che
piova senza sosta nel profondo del tuo cuore” quella tenerezza, come dice questa
canzone.
Quale
canzone?
Questa
che sta suonando.
Ah
già che sei il mio amore poliglotta tu.
Per
cena?
La
solita minestra.
Con
te non è mai la solita minestra. Ciao
Bella Mia.
Ciao
Amore
“Forse quello che chiamiamo amore
non è la foga dei corpi
ma la sensazione di poter lasciare
a un altro un pezzo della nostra vita.
L’amore è quando incontriamo
qualcuno a cui lasciare
la chiave con cui entriamo nel mondo,
la finestra da cui lo guardiamo”.
(F. Arminio)

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