FINESTRA N°7
Nel bosco i pensieri felici, mettono il cappello
Ti andrebbe di andare in "cartoleria"?
Quale?
Beh direi...la tua preferita.
Davvero?
Davvero.
Solo io e te?
Solo io e te
Quella mattina il giorno aveva tinto di rosso le finestre della mansarda, lo spettacolo di un altro risveglio. Si strinse stretta, il braccio appena sotto il petto...No, non era proprio la stessa cosa, non come lo ricordava perlomeno.
Era un buon giorno per portarsi nel bosco. Non era sempre facile scegliere la compagnia di se stesse, ma certi giorni avevano bisogno di soste su misura, respiri lenti, raccolte e vuoti a perdere. Certi giorni avevano bisogno di passi solitari.
Prendi il coltello e una borsina di cotone per la raccolta.
Posso prendere ciò che voglio nel bosco?
Solo il necessario.
Aveva imparato ad amare quel bosco anni fa, così ricco e vario di verde avventura; quante ne aveva viste insieme a quei rumorosi nani, maestri di meraviglia e passi piccoli. Era da tempo che non lo attraversava: il bosco delle fate, una radura di querce. Non così vicino a casa, ma il cartolaio di bosco più ben fornito di tutti. E l'autunno si sa è la stagione migliore per gironzolare in cerca di pennini, piumini scovolini, pigne rametti, foglie...si trova di tutto, ma più di tutto quel giorno aveva bisogno di un gran numero di cappellini, sì tanti cappellini di bosco. Appena arrivate, l'airedale inebriato dai profumi era già pazzo di gioia, la piccola Ila insieme a lui. La luce del sole filtrava tra le sterpaglie basse, rendendole quasi dorate, adorava tutto di quel bosco: l'aria fresca che le pizzicava il viso, l'odore di muschio e sotto bosco e le foglie vestite a perle di rugiada. Quel luogo spegneva i pensieri, accendeva ricordi: manine gelate, strette e accompagnate passo passo: "Siamo arrivati? Quando mangiamo i panini?". La risposta, di sempre, da sempre, per ogni domanda, inesorabilmente: "Dietro alla curva, dietro alla curva, siamo arrivati".
Posso raccogliere le pigne?
Certo! Prendine anche alcune molto secche e non resinose, sono l'ideale per accendere la stufa piccola Ila.
Questo pennino?
Certo, con l'inchiostro possiamo scrivere e rincorrere linee.
Questa corteccia?
Buona idea come stampino!
Quanti legnetti posso raccogliere in tutto? Guarda questo che curva meravigliosa che ha!! E questo? Con ancora un pò di corteccia sembra un'impugnatura.
Piccola Ila, solo quelli che servono. Cosa pensi di lasciare in cambio?
In cambio?
Sai che il bosco offre, ma al bosco si lascia anche traccia della propria gratitudine.
Potrei lasciare uno dei miei pennini...
Potresti.
Arriviamo fino in cima, c'è un bel sole caldo, potremmo trovare un sasso dove fermarci. Potresti intagliare là il tuo pennino.
Hai portato la cioccolata?
Sì.
Fondente?
Fondente, come piace a te Ila.
L'aireale aveva già percorso dieci volte lo stesso sentiero avanti e indietro, lui e il bosco una cosa sola, parte dello stesso corpo. Arrivarono in cima alla collina. Prese il coltellino ben affilato e iniziò a scortecciare uno dei legnetti appena raccolti.
Piccola Ila fai attenzione per favore, ricorda sempre, verso l'esterno, l'ultima volta ci stavi lasciando un pezzo di dito.
Man mano che ripuliva quel bastoncino di legno ne scopriva la bellezza, man mano che il coltello limava, scavava, portava in rilievo le venature del legno, i segni dei tarli, le diverse sfumature di colore, i piccoli anelli concentrici alla base dei bivi rimossi, viveva in simbiosi con quel momento, non c'era null'altro, solo lei un coltello e quel legno che ad ogni passaggio diventava più prezioso, custode, complice di quel tempo solo loro. Lo rigirava nelle mani, lo annusava, esplorandone i punti di forza: dove poter agire con più forza di coltello e le debolezze, i punti delicati, dove andarci piano, senza fretta, rallentare i passaggi, renderli lievi. E là dove il marcio aveva attecchito bisognava invece sacrificare anche un intero pezzo di quel corpo di legno, quel punto ormai perduto se non rimosso si sarebbe impossessato di tutto il resto. Intagliava e ricordava di quel suo Mastro Cieliegio, i suoi meravigliosi cucchiaini intagliati a mano nel legno, che abitavano da tempo le credenze e i barattoli delle persone care, si erano fatti passaggio e presenza entrando a far parte di gesti ripetitivi e quotidiani. Come aveva fatto? Man mano che viveva quel tempo insieme al suo legnetto si chiedeva come, come sarebbe stato possibile lasciarlo. Ora che aveva imparato a conoscerlo, ora che era diventato il suo pensiero felice, aveva saputo accoglierlo nelle sue fragilità, scovarne la bellezza segreta, ora che era emersa tutta la sua straordinaria unicità, il suo profumo di bosco, ora che si erano amati, condividendo quel tempo unico e irripetibile e quello spazio così intimo e segreto, abbandonato il marcio persino che ne avrebbe intaccato la linfa...proprio ora, come avrebbe fatto. Come sarebbe stato possibile lasciarlo andare? E chi l'avrebbe preso? Cosa ne avrebbe fatto? L'avrebbe stretto o buttato via? Piccola Ila più intagliava e levigava e più questo tarlo la assaliva.
Piccola Ila non avere paura, tu e il tuo legnetto avete scoperto il segreto e la fortuna di perdersi nel bosco, ma non temere, per oggi lo puoi portare a casa il tuo legnetto, forse non sei ancora pronta. Sai, nel bosco i pensieri felici mettono il cappello.
In che senso?


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