FINESTRA N°2
Attacchi di PANE: una umana e una gatta di nome Triskell
Sei di nuovo qua. Cosa vuoi?
Le coccole! Tante coccole, fiumi di coccole, lande sterminate di coccole.
Triskell...che nome ti abbiamo dato, o meglio papà ti ha dato.
A me piace.
Dì ma, sai cosa significa?
E tu? Te lo ricordi perché papà mi ha chiamata così?
Il nonno ti chiamava FRISKELL...come la marca di pappa per gatti quasi, ahahahah.
Ah ah, non fa ridere. Quasi nessuno lo azzecca al primo colpo il mio nome.
Ah ah ah ah
Umana, smettila.
Dai, è ora di andare a dormire, sono molto stanca; tu vedi di andartene là su quel bel divanuccio tutto per te, che dici? Oppure, al massimo, puoi stare al fondo del letto o dalla Sua parte.
Papà mi teneva stretta, tu ti muovi come un' anguilla.
Papà non c'è più.
Io lo sento e continuo a chiamarlo.
Tu rompi le palle! Ogni sera, ogni notte, ogni momento che sono a casa e io sono stanca, già riposo poco. In più vuoi starmi addosso e perdi peli, sei più peli che gatto e mi vanno in faccia e mi danno fastidio.
Ti ricordi quando leccavo papà in testa, con la mia bella lingua rasposa? Lo lavavo tuuuutto quanto.
Sì, ricordo e lui si svegliava con la cresta! Che ridere.
Sì e ostiava in cremonese.
Tu come lo sai il Cremonese?
Oh cat!
Se vabbè.
Papà sapeva di buono.
È vero. Quanto mi manca il suo odore, su ogni cosa. Spesso lo annusavo: il petto, il collo, persino l'incavo tra il braccio e l'ascella, lì dove c'è più odore e lui mi chiedeva: "Puzzo?" "No, sai di amore mio". Rispondevo io.
Non puzzava mai papà, mai. Manca tanto anche a me.
Il tuo lamento, mi ricorda quanto mi manca è come il richiamo di quella piccola Ila che sento dentro, che non smette di cercarlo, lo cerca, lo cerca, in ogni cosa, in ogni nuovo giorno. Capisci perché non ce la faccio più a sentirti?!
Lo so. Io lo veglio sempre, qui sdraiata sul letto, in fronte al suo altare, lo veglio perché lui vuole che stia qui, accanto a te.
Lui aveva mani così grandi, le sue carezze ti avvolgevano tutta, da quando eri solo una pulce. Sai quanto le ho guardate e tenute strette, quel giorno quelle mani?! Ogni minuto che passava erano sempre più fredde e poi a un certo momento non riuscivo più a scaldargliele, era già lontano.
Mamma, hai anche tu mani grandi e il suo amore, tra i pori della pelle, io lo sento. Usi quelle mani per amare in mille modi: sai cucinare, suonare, creare, aggiustare... ma non dimenticare le carezze.
Il tuo papà era maestro di carezze, faceva le carezze più belle di sempre.
Lo so. Le sai fare anche tu.
Mi manca la forza delle sue
Se ti impasto le spalle come facevo con papà?
A me non lo fai mai! Ma, se invece non rompessi le palle, come ogni sera?
Ascoltami bene. Ho 18 anni, in pratica un' ultra centenaria, non resterò per sempre. Sappiamo entrambe che sarà "faticoso" quel giorno, perché ti lamenti, ma sai che sono stata testimone dei vostri giorni, TUTTI QUANTI e ti devo dire un segreto: papà mi vuole qui, non ti vuole sola, non può sentirti piangere, mi ha detto che devo restare qui, con te.
Tu che ne sai?
Io so, io vedo, io ho già visto.
Mi fai paura così. Ok, beh allora diamoci dei tempi, mettiamo giù un programmino di sonno.
Ma per tutta l'erba gatta, cosa diavolo stai dicendo! Il mio miagolio fa vibrare la tua bimba sperduta e vuoi metter giù un piano di lavoro?!! Vedi di venire qua subito a strafugnarmi per benino! Ecco, ecco, lo sento, mi sta arrivando UN ATTACCO DI PANE.
Ma...
Ecco via! Ho acceso il motorino.
Triki io vorrei...
Frrr frrr frrr
Senti ma non potremmo...
Partito pure l'impasto!!
Triki?!!!
PRRRR PRRRR
Va bene, ma solo 10 minuti eh.
Prrrr è sabato prrrrr...Coccola! In silenzio possibilmente.
"Casa per me è ovunque io senta tana. E' cioè un posto dove le persone hanno fatto una scelta di non violenza. Casa è dove ci sono persone che sanno comunicare. Casa è dove c'è un gatto. Forse anche un cane. Dove ci sono gli alberi, dove c'è la possibilità di dormire senza essere troppo in pericolo".
(Chandra Livia Candiani)
" Il triskell è il simbolo celtico. Chiamato anche trischele o triskellion, dal greco tre gambe, si raffigura con tre spirali che fuoriescono da un centro comune a cui ruotano intorno. Il suo significato è analogo alle credenze magiche che riguardano il numero 3, definito il numero perfetto anche dalla religione cattolica perché rappresenta la trinità cristiana, che ha preso il posto dell’antica triade pagana. La triade era il sistema con cui i Celti concepivano il mondo e la divinità; ogni dèa, per esempio, aveva una triplice funzione, quella di Vergine-Madre-Vecchia, oppure di Figlia-Madre-Sorella; ogni dio, allo stesso modo, era Bambino-Padre-Cacciatore, oppure Figlio-Padre-Fratello. Tutte queste figure esprimono i cicli e i ruoli della vita: Inizio, Fertilità e Senilità (quest’ultima si collega alla morte che, come la nascita, è la porta verso un’altra vita). Rappresenta la triplice manifestazione del Dio Unico, i cui doni sono Forza, Saggezza e Amore; rappresenta le tre classi della società celtica che incarnano queste energie sulla terra. Rappresenta i Tre Mondi che compongono l’universo visibile e invisibile: il Mondo dell’Assoluto, il Mondo Spirituale e il Mondo Umano o della Prova. Rappresenta le tre fasi del sole quanto si manifesta ai nostri occhi: Alba, Mezzogiorno, Tramonto. Rappresenta la triplicità di ogni essere umano, che è fatto di Azione (corpo, emozioni), Sentimento e Pensiero (collegato ad anima e spirito) e attraversa tre età: Infanzia, Maturità e Vecchiaia". - tratto da DarkwoodProject -


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